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domenica 7 giugno 2020

Luigino

Oggi voglio raccontarvi una storia particolare. Ricordate il bosco di Pratofiorito? Ecco, se seguite il sentiero che lo costeggia, appena fuori il paese, incontrerete una graziosa casetta di legno. Là abita un bambino di cinque anni con il suo papà.
Luigino, questo è il suo nome, ha i capelli molto scuri che gli spiovono sulla fronte e le orecchie un poco a sventola. I suoi occhi sono grandi e azzurri come il cielo in estate.
Il bambino ha una vera passione per il colore verde prato e indossa spesso una salopette di quel colore ed una camicia di una tonalità più scura che il suo papà gli ha comperato. Ai piedi ha bianchi sandaletti, in estate, e scarponcini marroni, in inverno.
E’ un bambino molto dolce e si prende cura di tutti gli animali che incontra, comprese le chiocciole, le coccinelle, le lucertole. Conosce il nome di tutti quelli che vivono nel suo giardino.
Insieme alla tata Lulù, che lo segue da quando è nato, fa lunghe passeggiate nel bosco e sta imparando a conoscere anche il nome degli alberi e dei fiori. E c’è una cosa che non dimentica mai di fare. Che cosa, direte voi? Gli piace soffiare… specialmente sui soffioni del tarassaco.

Perché lo fa? Perché vuole aiutare i piccoli semi a raggiungere il cielo e rendere felice la sua mamma che è volata lassù, quando lui è nato.


martedì 28 aprile 2020

Mare e ricordi


È un mare di ricordi il mio. L'altalena era immersa nell'acqua a qualche metro da riva. Mi bagnavo ogni volta che il seggiolino toccava le onde.
Con il moscone raggiungevamo i trampolini al largo, senza peraltro tuffarmi. Non sapevo e non so ancora nuotare.
Dietro le cabine i nonni facevano le "sabbiature" ai bagnanti, e sempre quando la sabbia era bollente.
Lo zio osservava il mare e salvava le persone in difficoltà. Ogni mattina di corsa raggiungevo il bar per comperare i bomboloni caldi pieni di crema profumata.  Poi dovevo aspettare tre ore prima di poter fare l'agognato bagno sotto lo sguardo attento del nonno.
Era meraviglioso camminare a pochi passi dalla riva con la bassa marea e osservare il guizzar di minuscoli pesci argentati. Che gioia sfidare i cavalloni del mare mosso. E accorrere al richiamo di "cocco bello!!!" per sgranocchiare quel frutto saporito.



lunedì 28 settembre 2015

da un'immagine di Terzari



Dietro a folte nubi l’alba avanza. Fa freddo, è autunno inoltrato e gli alberi lasciano cadere le ultime foglie. C’è pace intorno, solo un leggero stormir di foglie dal cespuglio alla sua sinistra. Il vecchio è giunto in cima allo scosceso sentiero. Un grande mantello avvolge il suo corpo. S’appoggia al suo fedele bastone, anche se non sempre ne ha bisogno. Non ha paura delle intemperie ne di ciò che può incontrare nell’ascesa. Aspetta. Un’attesa che diventa riflessione. Sul cammino percorso, sulla visione che si aprirà tra breve alla luce del nuovo giorno, sulle responsabilità che ancora gravano sulle sue spalle, una volta rientrato a valle. Per il momento vuole godere della vista del sole che nasce, sentire i raggi sul viso a distendere i solchi che ha sul viso. L’aria è frizzante, leggera, colma di odori che emergono dalla terra, dalle bacche sul cespuglio, dalle foglie ingiallite e dai sassi muschiati, sparsi nel terreno intorno. Non c’è rumore, ad di fuori dello stridere di un rapace in volo. Il silenzio avvolge la natura e rende i pensieri del vecchio quasi lievi. Ha ancora molte cose da portare a termine. I suoi cari sono là nella vecchia casa di famiglia. Tra poco ci sarà un piacevole fragore di scodelle, tra quelle mura, un rincorrersi di voci, mentre sul fuoco borbotta la caffettiera e nell’aria si spande il profumo del pane appena sfornato. Ma per il momento il vecchio si lascia avvolgere da quel silenzio beato, dalla natura benigna e si lascia andare ad un dialogo interiore che è come una preghiera.