Haiku
cielo
di piombo -
s’incontrano
le gazze
sopra
il tetto
mare
d’inverno –
gli
scogli lungo il molo
graffia
il vento
mare
d’inverno –
graffia
il vento gli scogli
lungo
il pontile
Haiku
cielo
di piombo -
s’incontrano
le gazze
sopra
il tetto
mare
d’inverno –
gli
scogli lungo il molo
graffia
il vento
mare
d’inverno –
graffia
il vento gli scogli
lungo
il pontile
un’onda
s’adagia un’onda
un’onda sulla riva
sciabordio
minuscoli sassi sulla battigia
un tempo scogliera
sassi levigati
sassi naviganti
sale il sole
un cenno
sorge a filo d’acqua
non si bagna
tamerici
piegate dal vento
accolgono passeri
passeri irrequieti
volo di rondini
stridii…
cinguettii…
inquietudine
Keiryu
Vento gelido da nord
scuote la neve stamattina
dalle bianche conifere.
Il tradimento perpetuato:
diventa di ghiaccio ogni cuore.
Viaggia il ghiaccio verso sud
sulla via della sua morte.
Così mi ritraggo e assottiglio
non arriverò all’estate.
Sulle violette
lieve manto nevoso –
marzo bizzarro
Sogni d’infanzia-
lasciarsi avvolgere
ad occhi aperti.
Che fai camelia?
Anzitempo i boccioli
vogliono aprirsi.
Sopra le creste
volteggiano due aquile –
gioia e stupore
In tutti i prati
sbocciano nuovi fiori-
effetto marzo
Nuvole rosate
veleggiano al tramonto-
immite marzo
Lucrezia, sposa del conte Serafino del Portone, era una giovane bella e dal carattere dolcissimo. Tutti ammiravano la sua bontà. Era un periodo molto felice per gli sposi perché aspettavano la nascita di un bambino. Una notte Lucrezia si svegliò molto agitata. Aveva sognato un devastante incendio ed una figura angosciante che cercava di ghermirla. Da quel giorno le fiamme visitarono sovente le sue notti. Incendi devastanti che riempivano velocemente gli ambienti. Lei fuggiva terrorizzata da una stanza all’altra ma non trovava mai una via d’uscita. Le lingue di fuoco sembravano vive e si levavano sempre più alte in una danza agghiacciante. Volando tra le fiamme, arrivava anche quell’essere spaventoso che non aveva nulla d’umano. Ridevano sguaiatamente le due teste, saltellava sulle zampe che aveva al posto dei piedi e agitava le pinne al posto delle mani. Erano sogni così vividi da terrorizzarla e farle perdere il sorriso. Il conte Serafino, molto preoccupato per l’agitazione della moglie, decise di chiamare il parroco del paese per avere un consiglio. Dopo lunghi colloqui con Lucrezia e con la sua cameriera, il parroco aveva scoperto che quest’ultima, a volte, portava alla padrona una tisana, che avrebbe dovuto aiutarla a calmarsi. Aveva utilizzato della lattuga, raccolta lungo un vecchio muro del castello. Il parroco aveva chiesto alla donna di accompagnarlo sul luogo. Si era accorto allora che si trattava della lattuga velenosa, una parente selvatica della comune lattuga da insalata, dal sapore amarognolo. Scoperta la causa del problema, Lucrezia in breve tempo si riprese e portò felicemente a termine la gravidanza.
Al mattino suo padre
l'aveva tirato giù dal letto alle quattro per pulire la stalla e mungere le
mucche. Francesco odia quelle incombenze. Vuole solo lasciare il paese e girare
il mondo.
Così nel pomeriggio si era allontanato dalla fattoria senza dire
nulla.
Ora se ne sta sdraiato
sull'erba e medita sul suo futuro. Lo sguardo perso davanti a sé.
Non vede la bellezza
della natura che lo circonda, non sente il profumo dell'erba intorno, gli
alberi rigogliosi che punteggiato il paesaggio, il lento scorrere del ruscello.
Tutto ciò non gli infonde la pace che cerca.
'Parlami vento come fai
con gli alberi' pensa.
Gli ultimi raggi di sole
avvolgono ogni cosa.
E la risposta che cerca
non l'ha trovata ancora. Così si rialza e con passo lento ritorna a casa.
21 gennaio 2023