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domenica 6 settembre 2020

Sara

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Aveva sempre pensato di essere nata di domenica, in una meravigliosa giornata estiva. Invece non era stato così. Sara era nata un martedì di luglio alle 2,30, dopo un travaglio durato giorni. Il medico stava per dimettere la madre, quando finalmente giunse il momento tanto atteso. Con perizia fu l'ostetrica ad aiutare la bambina a nascere. La madre di Sara, dopo il parto fu riportata in camera e qui le misero la bambina tra le braccia. Non era molto carina Sara, aveva la pelle grinzosa e arrossata. Essendo ancora notte fonda il marito e la cognata si addormentarono nel secondo letto che c’era in camera.
Dopo qualche giorno, furono dimesse e Sara e la madre furono ospitate della nonna per una decina giorni, così da impedire ogni tipo di strapazzo. Furono mesi di continui trasferimenti, in case di parenti materni, finché la famiglia si trasferì nella cittadina vicina. In questa nuova casa presa in affitto Sara non aveva il permesso di giocare sul terrazzino, né sua madre poteva stendere la biancheria per non rovinare “le roselline” rampicanti della padrona di casa.
Sara non lo sapeva ancora, ma lui era già là.




domenica 7 giugno 2020

Luigino

Oggi voglio raccontarvi una storia particolare. Ricordate il bosco di Pratofiorito? Ecco, se seguite il sentiero che lo costeggia, appena fuori il paese, incontrerete una graziosa casetta di legno. Là abita un bambino di cinque anni con il suo papà.
Luigino, questo è il suo nome, ha i capelli molto scuri che gli spiovono sulla fronte e le orecchie un poco a sventola. I suoi occhi sono grandi e azzurri come il cielo in estate.
Il bambino ha una vera passione per il colore verde prato e indossa spesso una salopette di quel colore ed una camicia di una tonalità più scura che il suo papà gli ha comperato. Ai piedi ha bianchi sandaletti, in estate, e scarponcini marroni, in inverno.
E’ un bambino molto dolce e si prende cura di tutti gli animali che incontra, comprese le chiocciole, le coccinelle, le lucertole. Conosce il nome di tutti quelli che vivono nel suo giardino.
Insieme alla tata Lulù, che lo segue da quando è nato, fa lunghe passeggiate nel bosco e sta imparando a conoscere anche il nome degli alberi e dei fiori. E c’è una cosa che non dimentica mai di fare. Che cosa, direte voi? Gli piace soffiare… specialmente sui soffioni del tarassaco.

Perché lo fa? Perché vuole aiutare i piccoli semi a raggiungere il cielo e rendere felice la sua mamma che è volata lassù, quando lui è nato.


venerdì 15 maggio 2020

Emozione


Oh! un’ape in difficoltà
dopo il temporale notturno.
Aperta la finestra l’ho toccata.
Tanto è sfinita da muovere
solo un poco le zampette.
L’ho raccolta e sistemata
sopra un panno caldo.
Reagiva con difficoltà,
qualche lieve movimento.
Un po’ di zucchero e limone
per tentare di aiutarla.
Sento che prova a succhiare 
sul mio dito. Che emozione!
Qualche passetto qui e là.
Poca l’energia. Che fare?
Le propongo il miele d’acacia.
Ecco tornare a cibarsi con lena.
Trascorrono alcuni minuti …
attendo con preoccupazione
poi comincia a muoversi.
E’ più forte. Sono contenta.
Aspetto ancora un poco.
Quando apro la finestra
si sposta sulla mia mano
in lungo e in largo. Poi
vola via e a me sembra felice.



Chi siamo?


Preziosi confini interiori
proteggono
isolano
dal mondo.
Un mondo in continua
trasformazione:
travolto e stravolto.
Troppo veloce,
troppo pieno di sé,
troppo tutto.
Ci chiediamo
chi siamo
chi sono gli altri?
Se guardo un prato
vedo un mondo riconciliato
un luogo di convivenza
rapporti interconnessi
qualcosa di perfetto
anche se insicuro
primordiale.



martedì 12 maggio 2020

Sulla morte


La morte. Astrazione,
realtà, annientamento?
Un tempo, così vicino
ad essere soluzione.
Poi, la vita riprende
il suo ritmo.
Riacquista coscienza.
Della morte smarrisco 
il senso.
Idea lontana, irreale
invisibile.
La rinchiudo nel più profondo
recesso della mente.
In questo tempo la morte
ritorna più forte che mai.
Rapisce gli affetti
non si chiede mai il perché.
Viene ed è nella solitudine
dell’essere umano.
Scaccio il pensiero.
Implacabile ritorna:
cosa sei morte?


Vipiteno - Cappella di S. Giovanni

lunedì 11 maggio 2020

Mano di donna



L’inizio, un condominio vuoto
silenzio, solitudine, paura.
Dalla finestra la roccia imponente,
il bosco muto, il camposanto.
Orizzonte impraticabile,
albe e tramonti negati.
Stagioni dalla forza prepotente.
Quel parcheggio infelice segna
una svolta, con una multa
contestata senza remissione.
Una nuova casa, tra altre serrate,
nessuna voce, strade deserte
e nuove paure. Malinconia,
spaesamento, nostalgia.
Un saluto donato senza essere
ricambiato. Sguardi 
sospettosi o assenti
di chi in questo luogo è nato.
Un paese dormitorio in principio.
Poi, il cambiamento, rifiorisce
armoniosamente per scelta
d’un nuovo governo e
operosa mano di donna.



venerdì 8 maggio 2020

In passeggiata

ed ecco la porta s'è schiusa
uno spiraglio appena
il bosco viene incontro
con la sua magia
il suo silenzio
e un cane che abbaia

il maggiociondolo in fiore
protegge le stelle di Betlemme
la natura sa accogliere
come i sassi e il ruscello
che saltella su di loro
ed è inno di gioia

un passo dopo l'altro
un altro ancora per sentire
rinnovarsi il respiro