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mercoledì 13 gennaio 2016

La neve

Definisce i rami,
la neve lieve.
E’ una pennellata
leggera sui rami
del nocciolo.
Tra i rami innevati
un frullo d’ali.
La neve:
mano ecologica

della natura.
foto di Pasquale

martedì 27 ottobre 2015

Vecchio melograno

Al centro del giardinetto
si colora d’autunno il vecchietto
melograno dalla cima storta
per affrontare al meglio la stagione morta;
intorno alle radici una nuvola d’oro.

Che contrasto con la siepe d’alloro!

Uno sguardo sulle colline corianesi


lunedì 28 settembre 2015

Alba nuova


Mi sono alzata
per correre incontro
a questa nuova alba.

Un piacere che nasce
da un tempo antico
e da un nonno pescatore.



da un'immagine di Terzari



Dietro a folte nubi l’alba avanza. Fa freddo, è autunno inoltrato e gli alberi lasciano cadere le ultime foglie. C’è pace intorno, solo un leggero stormir di foglie dal cespuglio alla sua sinistra. Il vecchio è giunto in cima allo scosceso sentiero. Un grande mantello avvolge il suo corpo. S’appoggia al suo fedele bastone, anche se non sempre ne ha bisogno. Non ha paura delle intemperie ne di ciò che può incontrare nell’ascesa. Aspetta. Un’attesa che diventa riflessione. Sul cammino percorso, sulla visione che si aprirà tra breve alla luce del nuovo giorno, sulle responsabilità che ancora gravano sulle sue spalle, una volta rientrato a valle. Per il momento vuole godere della vista del sole che nasce, sentire i raggi sul viso a distendere i solchi che ha sul viso. L’aria è frizzante, leggera, colma di odori che emergono dalla terra, dalle bacche sul cespuglio, dalle foglie ingiallite e dai sassi muschiati, sparsi nel terreno intorno. Non c’è rumore, ad di fuori dello stridere di un rapace in volo. Il silenzio avvolge la natura e rende i pensieri del vecchio quasi lievi. Ha ancora molte cose da portare a termine. I suoi cari sono là nella vecchia casa di famiglia. Tra poco ci sarà un piacevole fragore di scodelle, tra quelle mura, un rincorrersi di voci, mentre sul fuoco borbotta la caffettiera e nell’aria si spande il profumo del pane appena sfornato. Ma per il momento il vecchio si lascia avvolgere da quel silenzio beato, dalla natura benigna e si lascia andare ad un dialogo interiore che è come una preghiera.

domenica 16 agosto 2015

Stanze vuote

Non so perché tanto
m’affascinano le vecchie
case coloniche,
abbandonate,
cadenti.
Il mondo contadino
ha perso le sue voci,
imprigionate
tra quei ruderi.
Suoni perduti
per sempre.
E’ un silenzio
che si propaga
nelle stanze vuote,
che odorano di muffa.
Fuori solo il respiro

delle foglie.



lunedì 22 giugno 2015

Ad occhi chiusi

Il vento sul viso piacevole
come una carezza accettata.
Un respiro che va,
uno che viene.
Quella mosca, così fastidiosa,
vorrebbe entrare in armonia
col mio respiro.
Voci intorno, allontanate
dalla volontà di tornare
a inspirare, espirare.
Niente immagini o visioni
solo suoni e rumori.
Le mie dita intorpidite,
necessità di cambiarne
l’intreccio. Sofferenza:
insopportabile
l’immobilità delle gambe.

Tempo dilatato.